Apr 10
Nov102014

VALJEAN SU LUNGARNO!

PDFPrintE-mail

Una cavalcata mozzafiato accompagnata da un pianoforte che, con rigore e sensibilità, sottolinea ogni moto dell’animo...

Sinceramente non sono una grande amante dei musical. Soprattutto se, cosa che spesso accade in Italia, sono arraffazzonati e imbastiti alla garibaldina, tra improbabili scenografie, sceneggiature traballanti e attori che s’improvvisano cantanti o viceversa. Con Valjean c’è da ricredersi. Lo spettacolo, che l’anno scorso Marco Predieri aveva coraggiosamente proposto in cartellone al Teatro Lumiere, quest’anno debutta, seppur al Puccini, nella stagione del Verdi di Firenze.

Fulvio Crivello e Fabrizio Rizzolo, autori ormai navigati, ispirandosi alle vicende di Valjean, uno dei tanti “miserabili” descritti nel romanzo di Victor Hugo, hanno costruito una pièce che ha attinto a piene mani dalla tradizione  delle produzioni off internazionali (da Broadway al West End ad Avignone), riuscendo a meravigliare pubblico e addetti ai lavori.
Mentre sul palco i sei attori si alternano in ventinove personaggi diversi, grazie a un meccanismo di costumi e interpretazioni a rotazione così ben oliato che in certi momenti il cast sembra essersi triplicato, tra prosa e musica, scorrono le avventure dell’ex forzato Jean Valjean dal penitenziario di Tolone, alla fabbrica di Monsieur Madeleine, fino gli strascichi della Rivoluzione francese, in una lotta all’ultimo respiro con l’ispettore Javert.
Una cavalcata mozzafiato accompagnata da un pianoforte che, con rigore e sensibilità, sottolinea  ogni moto dell’animo, ogni suspance, ogni passione di questa storia  di redenzione che narra come un uomo, mosso da una caparbia forza di volontà, possa mutare il proprio destino.
Valjean è la dimostrazione di come, quando c’è una buona idea, dedizione e talento, si possa mettere su un musical anche pochi mezzi. È encomiabile, inoltre, che questo progetto circuiterà anche negli istituti penitenziari, grazie alla preziosa collaborazione con i Provveditorati Italiani alle Carceri, con l’intento di focalizzare l’attenzione non solo sullo stato delle condizioni del nostro apparato detentivo, ma anche per creare una motivazione di riscatto per i tanti Jean Valjean che vi dimorano.

di Maria Paternostro

Ancora su Valjean, ancora stupore ed affetto...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Last Updated on Nov102014